Il movimento CIB spiegato in breve | cultura del rollerskate

Il movimento CIB spiegato in breve | cultura del rollerskate

Ho scritto questo articolo sul mio blog doomskates.com, ma ho deciso di riportarlo anche qui perché si tratta di un tema importante: CIB e l’evoluzione del suo brand.

CIB fa parte, involontariamente, dell’inizio della mia storia come rollerskater. Nel 2015 ho iniziato a notare un crescente numero di donne e ragazze che facevano evoluzioni incredibili con gli stessi pattini che all’epoca usavo per il rollerderby, dunque un bel giorno ho deciso di portarli in skatepark e … la storia la sapete.

Dal 2015 sono admin di CIB Italy e dal 2020 sono entrata a far parte del team CIB. Prima della fine del 2019 CIB si è sempre chiamato “Chicks in Bowls” e per chi è fuori dalla scena capire il cambio di nome potrebbe esser stato difficile.

Ecco cos’è successo. 

Come leggete nell’infografica in fondo all’articolo, disegnata da Lady Trample, fondatrice di CIB , il brand nasce nel 2012 ad Auckland, in Nuova Zelanda.

Lady Trample si è innamorata del ramp skating nel 2012. Da quel momento in poi il suo obiettivo è stato quello di creare un ambiente sicuro ed inclusivo per skater di qualsiasi background (disciplina) nella community del rollerskating.

 


La sua prima esperienza sulle rampe è stata con una sua amica, Michelle “Cutthroat,”, che un bel giorno le ha detto “look at all these 
chicks in bowls,” (“guarda tutte quelle ragazze nelle bowl”) la sua creatività ha subito preso il sopravvento, e così è nata la prima grafica di Chicks in Bowls, e con essa le prime magliette.

 


Non molto tempo dopo, Trample ha creato una pagina con alcun* amic* per condividere foto e video della piccola comunità di chicks ad Auckland, per far capire ad altre donne che erano le benvenute nei loro skatepark locali che, al tempo, erano effettivamente ancora frequentati prevalentemente da uomini.

La community di Chicks in Bowls è esplosa in qualcosa di magico durante la crescita di più di 300 chapter, nati dalla primissima richiesta di aprirne uno, in Argentina. La comunità stava crescendo e Trample doveva decidere dove portarla.

Il team fondatore originario era composto da Nick Agnew e Sandy Hall (la madre di Lady Trample) e Lady Trample. Insieme hanno lavorato per creare il brand stesso e la community di chapter come la conosciamo oggi. Si sono ispirat* al concetto di far sentire chiunque benvenut* nelle loro località e di collaborare per trovare modi per far sentire il rollerskating accessibile e divertente a qualsiasi livello.

Nel 2014 viene lanciato il primo sito di Chicks in Bowls.

Da lì CIB inizia a creare abbigliamento, accessori e attrezzatura. Negli ultimi anni CIB ha creato hardware in collaborazione con Riedell, partendo dalle ruote nel 2016, fino agli slide blocks dello scorso anno. CIB ha anche fatto una partnership con Frogmouth Clothing per creare abbigliamento sportivo, ed una con la WFTDA per ospitare meetup internazionali in concomitanza con i tornei di roller derby.

 

 

 

 

Nel 2018 l’assetto del brand inizia a cambiare. Nick Agnew si ritira dal business ed Erin Burrell subentra per dare una mano.

A marzo 2019 inizia il rebranding e il nome del sito diventa cibcrew.com: un passaggio intermedio per investigare come far sentire chiunque inclus* all’interno della community che CIB stava creando. Una sorta di test per verificare la risposta online, insomma.

Verso la fine del 2019, alcune conversazioni online hanno spinto Chicks in Bowls a fare un passo indietro circa il proprio nome e a guardare le cose dall’esterno. A dirla tutta su instagram si è acceso un vero e proprio dibattito, che ha spinto CIB a prendere una decisione in merito al naming.

L’inclusività è sempre stato un tema sentito per il brand e giunti a quel punto era chiaro che il nome non rispecchiava più le esigenze della community.

La frase “Chicks in Bowls” rimane di certo una parte di quello che è oggi CIB, ed è stato indubbiamente triste per il brand dover rinunciare ad utilizzare quelle parole. Trample rilancia il brand chiamandolo CIB Crew.

In un articolo uscito in quel periodo, Trample scrive che la “C” è un’esperienza personale, e chiunque può scegliere in autonomia che parola associare alla lettera (“community” ad esempio).

“We want gender diverse, non-binary, women, men, kids, older skaters, every size, every ethnicity, every shape, and all that’s in between, to know they are invited and encouraged to be a part of this community and our brand.” 
 

 

 

Vi ho incuriosit* e volete saperne di più? Andate sul sito di cibcrew.com per vedere di che si tratta, oppure seguite il brand su instagram.

 

 

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